ITRI Rock&Blues: il blues, a Itri, è di casa…
A qualche giorno di distanza dal concerto di Itri, quella sensazione di sentirmi a casa ancora non mi ha abbandonato. Che bello è stato tornare nei luoghi in cui sono cresciuto e suonare per quella gente che in parte è anche la mia… Itri Rock&Blues Festival è stata l’ultima tappa di un anno intenso e importante e questo momento di gioia e soddisfazione l’ho condiviso proprio con i tanti fan della zona che mi seguono, instancabili, ormai da anni.
Il calore, l’affetto, l’abbraccio della città di Itri sono stati la benzina per un concerto incendiario!! Appena arrivato in piazza, dopo la cena, ho buttato uno sguardo su Piazza Pertini, dove era stato montato il palco.. Non potete immaginare quanta gente fosse lì ad aspettarmi: tante facce di sempre, amici ritrovati, giovani chitarristi in erba conosciuti sul web e non, allievi d’un tempo, i tanti pezzi di famiglia sparsi tra la folla. Ma tranquilli, non mi è sfuggito nessuno!! Lo so, lo so, eravate in tanti, eppure qua e là c’era qualche sguardo entusiasta che mi faceva pensare: ok, sono a casa. Di questo devo ringraziare Alessandro Marchione, gentilissimo, un ottimo padrone di casa, che ha dato la possibilità a me e ai miei compagni, Claudio Romano e Lello Somma (Loud Stuff), di aprire questa manifestazione alla quale auguro di crescere generazioni di musicisti.
Quando si viaggia per le strade del mondo passando da un posto all’altro, conoscendo gente nuova e sempre diversa, tornare tra i volti con i quali si è condiviso un pezzo della propria vita è come respirare a pieni polmoni. È potersi permettere di suonare seduti al bordo del palco e cantare senza microfono, scegliere di suonare The Great Ben, uno dei miei brani, e notare che più di uno ormai lo conosceva. È emozionare con Jimi Hendrix, che regala anche a me, ogni volta che intono Little Wing, una grande emozione. È scendere dal palco felice di aver fatto al meglio il proprio mestiere e di aver centrato l’obiettivo, ovvero aver donato un’emozione.
Sono molte le persone che devo ringraziare, anche questa volta. Un saluto affettuoso e un grazie per averci voluto va ad Alessandro, che ho citato in qualche riga più sopra; un abbraccio va a Peppe Rosato per il grande lavoro di educazione musicale che ha compiuto negli anni con il suo, ormai noto, club, Alhambra. E un grazie, di tutto cuore, va alla città di Itri per aver riaccolto a braccia aperte un nipotino che mancava da tempo. Grazie!







