Diario di bordo, 31 Luglio 2010. Spoleto.
Ero reduce dal concerto di Castel Ritaldi della settimana precedente, per il Trebbiano Blues Festival. Un posto meraviglioso, un borgo medievale, piuttosto collinare, dove la spontaneità e la simpatia della gente ti fa ricordare da dove vieni. Un bel concerto quello di Castelritaldi: bella gente, disposta ad ascoltare e a divertirsi, per un paio d’ore… Eppure, ragazzi, a Spoleto, beh, avreste dovuto esserci….
Il palco che ci ha ospitato aveva alle spalle la grande fontana di piazza del mercato, una delle più belle della città di Spoleto. Strumenti montati sul palco, sound check preciso e regolare grazie ai ragazzi del service (ai quali va un mio caloroso saluto per il lavoro straordinario che hanno fatto durante le serate umbre), insomma, tutto è filato liscio come l’olio, sembrava che si fosse alla vigilia di un concerto come tanti, “normale”. Qualche buon bicchiere di vino rosso per scaldare i motori, tra le chiacchiere scambiate con Gianluca de Maria e Daniela Cittadoni (coloro che si sono fatti carico di organizzare la rassegna musicale che ci ha ospitato, Concerti d’Estate), e poi tutti sul palco, io e i miei compagni d’avventura, Claudio Romano e Lello Somma.
Al ritorno dalla cena, la piazza era in trepida attesa, ci hanno dato giusto il tempo di prendere tra le mani basso, chitarra e bacchette. La piazza era piena di amici, conoscenti, fan, appassionati, gente che sapeva cosa andava a vedere. Ma anche turisti per caso, magari americani di passaggio, che, attratti da un sound piuttosto familiare, si sono accostati al palco, scattando persino qualche fotografia.
Il pubblico ha risposto sin da subito ai nostri stimoli; cominciare con un pezzo come Cissy Strut e agganciare il pubblico per tutto il concerto non è cosa semplice. Eppure quella folla di persone entusiaste, divertite da quanto accadeva sul palco, non ha smesso di applaudire alla fine di ogni solo, di cogliere quei momenti di commozione ed emozionarsi, di muoversi al ritmo di I don’t need no doctor, e questa è stata una delle mie più grandi soddisfazioni. Divertirmi e far divertire. E a Spoleto è accaduto. È accaduto che persone che non mi conoscessero e non conoscessero la mia musica si entusiasmassero, è accaduto che la piazza si riempisse sempre più, pezzo dopo pezzo, è accaduto che in molti si spingessero (si, lo ammetto, sono stato io ad invitarli a farlo;)) fin sotto il palco, è accaduto che su brani come For you di Eric Bibb la gente rimanesse in silenzio ad ascoltare cosa avessi da dire, con la mia voce e con la mia chitarra.
Ringrazio chi mi ha fortemente voluto nella città di Spoleto – Gianluca de Maria e Daniela Cittadoni – e la stessa città umbra che mi ha accolto, anzi ci ha accolto, con grande affetto. A tutti coloro che c’erano quella sera va un saluto speciale per avermi regalato un concerto altrettanto speciale. Questo è quanto io ho vissuto: non un concerto qualunque, ma un evento collettivo a cui tutti, ciascuno a proprio modo, hanno partecipato.





